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parrocchiagalliate.it
Ultimo aggiornamento: 19/04/2017
  

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La Pasqua apre i cuori alla novità
oggi si chiama accoglienza

All’inizio della Veglia delle Palme a Castelletto Ticino don Federico Sorrenti ha dato l’annuncio della mancanza di don Stefano Rocchetti, responsabile della Pastorale Giovanile e rettore del seminario S. Gaudenzio, per un incontro con il Prefetto di Novara per rendere fattibile l’accoglienza in Seminario di una cinquantina di profughi arrivati in Italia. Nell’immenso anfiteatro si è udito uno fragoroso battimani da parte di tutti. Mi è sembrata la risposta più eloquente di come i giovani vedano la realtà e siano aperti a prospettive nuove che invece molti adulti sembrano precludere anche nei vari ambiti istituzionali del nostro paese.

Leggendo nella liturgia della Domenica delle Palme la lettera di S. Paolo ai Filippesi, ancora una volta mi ha colpito l’ espressione: “Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo”.
Anche in questo testo viene delineata la mentalità di Cristo che ci apre alla Pasqua,

non attraverso il trionfalismo e l’arroganza; bensì  nell’andare verso l’altro nell’atteggiamento di chi assume le responsabilità facendosi  ultimo nel servizio.

Questa Pasqua deve aiutarci a rivedere i nostri calcoli umani nel voler raggiungere delle mete nei vari ambiti: religioso, politico, amministrativo, sociale…Sono scelte che mi portano ad accogliere l’altro o per convenienza anche i valori più profondi del nostro essere cristiani vengono lasciati in disparte perché non sono vantaggiosi? Da quale punto di vista guardiamo il mondo? L’inizio del documento conciliare Gaudium et Spes ancora una volta ci viene in aiuto per farci scorgere nuove albe di resurrezione: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto  e di coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo. Nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. Perciò la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia”.

L’augurio che viene fatto a ciascuno di noi in questa Pasqua è quello di avere orizzonti aperti da abbracciare il mondo e di  accettare ogni persona senza paura cercando di scorgere in ognuna un frammento del volto del Cristo risorto.

                                                                                    don Ernesto Bozzini



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