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Ultimo aggiornamento: 19/04/2017
CHIAMATI A "CAMMINARE INSIEME"
Lettera del Vescovo alla Diocesi per l'avvio del nuovo anno pastorale 2010 - 2011

Miei cari,

auguro a tutti che questo periodo estivo abbia giovato al corpo e all’anima, alla salu­te e alla convivenza familiare. Vorrei essere vicino a chi, in questo periodo, è stato ac­compagnato da preoccupa­zioni e sofferenze anche gra­vi. Penso, per esempio, a fami­glie che devono costantemen­te accudire ad un disabile e devono decidere l’uso del tempo non secondo i propri gusti, ma con l’attenzione al­l’ultimo perché sia trattato co­me il primo. Né ci deve man­care un pensiero e un gesto di solidarietà per gli abitanti dei Paesi, come il Pakistan, dove il maltempo ha provocato 1500 morti, dove milioni di perso­ne hanno dovuto abbandona­re la loro casa e dove moltissi­mi bambini sono a rischio di gravi malattie. Anche la nostra Diocesi, con la promozione della Caritas, è chiamata a da­re segni concreti di vicinanza.

Ringrazio tutti coloro che, durante il periodo estivo, han­no trovato il modo di rendersi utili agli altri. Penso, ad esem­pio, a coloro che, insieme con l’Oftal, hanno accompagnato i malati a Lourdes. Penso a co­loro che hanno sostenuto il Grest e i “campi scuola”, stan­do generosamente vicini ai bambini, ai ragazzi, agli ado­lescenti, ai giovani, anche a costo di notevoli fatiche. So che queste iniziative estive, in genere, costituiscono una po­sitiva premessa per i tempi ordinari dell’anno sia per l’Ora­torio e i ragazzi, sia per i grup­pi di adolescenti e giovani.

Il mio “grazie” si estende a tutti coloro che, magari in for­me caratterizzate da molta di­screzione, hanno però vissuto il comandamento dell’amore fraterno e la responsabilità missionaria dell’annuncio instancabile della buona novel­la di Cristo Signore.

II nuovo anno pastorale, scolastico e sociale che ci attende trova nel mese di set­tembre e all’inizio di ottobre dei momenti significativi del­la volontà di procedere con solerzia nel cammino. In ge­nere, la ripresa risulta faticosa perché, soprattutto per ragaz­zi e giovani chiamati a ripren­dere anche la scuola, cambia il ritmo quotidiano. Occorre dunque qualche sforzo di vo­lontà. Più profondamente, oc­corre tener conto che la vita diventa per ognuno di noi un tempo di crescita se è un tem­po di cammino. Che vuol dire, per i ragazzi, valorizzare le proposte educative; e vuoi di­re, per gli adulti, portare con coraggio la propria responsa­bilità. Per i sacerdoti e tutti i loro collaboratori significa farsi carico del cammino del­la comunità cristiana, dire pa­role che risvegliano la fede, il gusto del Vangelo, l’affetto del cuore per il Signore Gesù. Si­gnifica soprattutto dare un esempio di vita vissuta come discepoli di Gesù per offrire, in questo modo, una buona testimonianza di fronte al mondo.

II cammino diocesano do­vrà essere particolarmente at­tento alla proposta del “cam­minare insieme”. Ne ho già parlato nella Lettera Pastora­le dello scorso anno, ma vi è la necessità di tenerla in primo piano anche quest’anno. Quando dico “camminare in­sieme” intendo sollecitare al­cuni passi che mi limito qui ad elencare. Il primo è una ve­ra fraternità tra i sacerdoti fat­ta di comunicazione, di vici­nanza, di aiuto reciproco. Il secondo è lo spirito della co­munione all’interno delle sin­gole comunità parrocchiali: esse sono chiamate ad essere non come un meccanismo con vari pezzi, ma un corpo con molte membra vitalmen­te unite tra loro. Un terzo pas­so è identificato con il camminare insieme da parte di ogni singola parrocchia con le par­rocchie vicine, formando del­le vere Unità Pastorali e po­tendo così dire che tutta la Chiesa è per tutta la Chiesa, soprattutto per affrontare con spirito veramente missionario e in modo più adeguato le sfi­de del nostro tempo.

Ci sono diversi capitoli del­l’azione pastorale che atten­dono Unità Pastorali vivaci, ardimentose, progettuali, operative, costanti nel con­fronto reciproco. Penso al ca­pitolo dei preadolescenti, de­gli adolescenti e dei giovani e a tutto il tema educativo che la Chiesa italiana propone di tenere in primo piano per tutto il prossimo decennio; pen­so al capitolo degli “ultimi” e a tutto l’impegno caritativo che ci attende; penso agli adulti e al lavoro di approfon­dimento biblico, teologico e culturale necessario perché possiedano almeno la “gram­matica” necessaria per affron­tare le questioni di rilevanza religiosa e morale che ogni giorno emergono nel dibatti­to pubblico, in particolare at­traverso i mass media; penso alla formazione dei catechisti, dei membri dei Consigli Pa­storali Parrocchiali, delle “équipe” laicali delle stesse Unità Pastorali; penso anche ai rapporti di dialogo e di col­laborazione da stabilire con la scuola e con le istituzioni civi­li.

Dobbiamo dunque rimboc­carci le maniche e ricordare che un buon lavoro per la Chiesa va sempre accompa­gnato dalla nostra conversio­ne al Signore, dal rinnova­mento del nostro cuore, della scelta di vivere la carità e di avere grande venerazione per la verità.

Maria, Madre del buon consiglio, ci accompagni. Buon anno a tutti.

Novara, 30 agosto 2010


 


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