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Ultimo aggiornamento: 11/10/2017
PETIZIONE EUROPEA PER LA VITA E LA DIGNITA' DELL'UOMO

Il 10 dicembre 2008 si compiranno i 60 anni della Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Ci saranno celebrazioni ovunque. Ma, purtroppo, nessuno vorra' parlare di quella suprema violazione dei diritti umani che e' il disconoscimento del diritto alla vita, anzi della stessa esistenza come membri della famiglia umana, dei figli concepiti e non ancora nati, condannati a morte ogni anno a milioni nel mondo. Qualcuno dovrà pur tentare di far sentire la loro voce.

Giuliano Ferrara con la sua meritevole proposta di una “grande moratoria sull'aborto” ha chiesto che all'art. 3 della Dichiarazione universale (ognuno/everyone/tout individu ha diritto alla vita) siano aggiunte le parole “fin dal concepimento”. Impresa estremamente ardua. Eppure il risultato puo' essere ottenuto se usiamo tenacia e pazienza senza scoraggiamento anche se l'obiettivo non e' conseguito immediatamente.

Tutta la dottrina e la pratica dei diritti dell'uomo “giunge ad una svolta dalle tragiche conseguenze” se non si riconosce l'uomo “nei momenti più emblematici della sua esistenza, quali sono il nascere ed il morire” (Giovanni Paolo II, Ev. 18).

I diritti dell'uomo interessano molto anche l'Unione europea. Anzi dovrebbero contrassegnare la sua identità. Quando, dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale, i sei Stati fondatori (Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio, Olanda) diedero il via all'unificazione i tre loro principali rappresentanti (De Gasperi, Adenauer, Schuman) pensavano che al centro dovesse essere collocata la dignita' della persona umana. Oggi, dopo un lungo e faticoso percorso, gli Stati membri dell'Unione sono diventati 27, ma l'ideale iniziale si e' offuscato. L'immagine dell'Europa e' piu' quella di un grande mercato che quella di una forza a servizio dell'uomo. Eppure l'Europa continua a considerarsi la patria dei diritti umani sebbene il diritto alla vita venga negato ai figli concepiti e non ancora nati nella grande maggioranza dei 27 Stati e sebbene che anche le Istituzioni comunitarie non sappiano piu' riconoscerlo.

L'Unione europea sta riflettendo sul suo futuro. Il progetto di un nuovo Trattato globale chiamato “Costituzione” sembra fallito, ma dopo il Consiglio europeo di Lisbona del 13 dicembre 2007 e' stata ripresa la strada per una riforma dei Trattati che hanno edificato l'Unione e in questo ambito si colloca la “Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea” (Carta di Nizza). Anche in questa, all'art. 2, e' scritto che “ogni uomo ha diritto alla vita”, ma l'assenza delle parole “fin dal concepimento” rende equivoca e insufficiente quella proclamazione.

E' contraddittorio proclamare il diritto alla vita e poi accettare l'aborto di massa spesso realizzato nella forma di un servizio sociale, cosi' come l'accumularsi nei laboratori biotecnologici di centinaia di migliaia, di embrioni generati in provetta e destinati alla morte in una ricerca distruttiva finanziata dall'Unione europea.

Prima ancora dell'Unione europea la volontà di promuovere la dignità umana si era manifestata con la costruzione del Consiglio d'Europa, organismo diverso dall'Unione, che oggi, piu' ancora dell'unione, raccoglie tutti i Paesi del Continente. Il primo atto del Consiglio d'Europa e' stato la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti e delle liberta' fondamentali. Anche per l'art. 2 della suddetta Convenzione “Il diritto alla vita di ogni persona e' protetto dalla legge “, ma chi sia “ogni persona” resta un dubbio. Dunque il panorama è omogeneo.

Urgente è dare voce a chi non ne ha.

A conclusione di un convegno internazionale svoltosi nei giorni 18 e 19 dicembre 1987 sul tema: “Il diritto alla vita e l'Europa”, Giovanni Paolo II affermò: “Non vi spaventi la difficoltà del compito. Spesso i grandi cambiamenti della storia sono il frutto dell'azione di solitari. L'Europa di domani e' nelle vostre mani. Siate degni di questo compito. Voi lavorate per restituire all'Europa la sua vera dignità: quella di essere il luogo dove la persona, ogni persona, è accolta nella sua incomparabile dignita'”.

Due anni prima, lo stesso Pontefice, alla conferenza dei vescovi europei aveva definito l'aborto una “sconfitta dell'Europa”.

Nel 2008 – anno del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo – si compie anche il trentesimo anno dalla legalizzazione in Italia dell'aborto, avvenuto il 22 maggio 1978 con la legge 194. Da quella data ci separano quasi cinque milioni di figli eliminati con l'Interruzione volontaria di gravidanza. Ma non possiamo immobilizzarci nella tristezza. Al contrario, bisogna rendersi conto che il tema della tutela del diritto alla vita è epocale e planetario.

Non ci illudiamo di ottenere risultati immediati. Sappiamo che il muro dell'incomprensione è robusto. Ma ci ricordiamo di un altro muro che fino al 1989 divideva l'Europa. Esso e' crollato d'improvviso, quando nessuno se lo aspettava.

La lunga, tenace resistenza di molti e l'incessante, martellante parola di Giovanni Paolo II alla fine hanno fatto crollare quel muro. Anche riguardo al tema del diritto alla vita bisogna non stancarsi di far sentire la voce dei popoli.

La petizione che proponiamo ha anche uno scopo educativo, sara' uno strumento educativo e di mobilitazione popolare, specie se sarà accompagnata da incontri e interventi pubblici di vario genere; abituera' i movimenti europei a lavorare insieme, cio' che da tempo appare assolutamente necessario.

Nel confidare nel consenso e nell'aiuto di molti non possiamo dimenticare quanto Benedetto XVI ha detto il 12 maggio 2008 ai dirigenti del Movimento per la vita italiano: “e' oltremodo lodevole anche il vostro impegno nell'ambito politico come aiuto e stimolo alle Istituzioni, perché venga dato il giusto riconoscimento alla parola “dignita' umana”.

La vostra iniziativa presso la Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo, nella quale affermate i valori fondamentali del diritto alla vita fin dal concepimento, della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, del diritto di ogni essere umano concepito a nascere e ad essere educato in una famiglia di genitori, conferma ulteriormente la solidita' del vostro impegno e la piena comunione con il Magistero della Chiesa, che da sempre proclama e difende tali valori come non negoziabili”.

Per aderire vai su

http://www.mpv.org/mpv/download/petizione/petizione.html


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