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Ultimo aggiornamento: 19/04/2017
Giornata di preghiera e digiuno per i cristiani dell'India

La preghiera come segnale contro la violenza. I vescovi italiani hanno indetto per il prossimo 5 settembre, anniversario della morte di Madre Teresa di Calcutta, una giornata di preghiera, digiuno e solidarietà con i cristiani in India, vittime di un’ondata di violenze da parte di estremisti induisti.

In un comunicato si legge che la ‘‘la Presidenza della CEI, facendosi interprete del turbamento dell’intera comunità cattolica italiana di fronte all’ondata di violenza scatenatasi contro le comunità cristiane nello Stato indiano dell’Orissa si associa all’accorato appello formulato dal Santo Padre Benedetto XVI, condannando con fermezza ogni attacco alla vita umana ed esortando alla ricerca della concordia e della pace’’.
‘‘A questo scopo - prosegue la nota - invita le diocesi italiane a indire per venerdì 5 settembre, memoria liturgica della Beata Madre Teresa di Calcutta, o in altro giorno stabilito dal Vescovo diocesano, una giornata di preghiera e digiuno, come segno di vicinanza spirituale e solidarietà ai fratelli e alle sorelle tanto duramente provati nella fede’’.

Intanto, continuano le violenze in India, nel distretto di Kandhamal, nello stato di Orissa, nonostante l’ordine di sparare a vista imposto mercoledì dalla polizia in otto settori delle zone in cui si sono verificati degli scontri. A riferirlo è l’Aifo, l’associazione italiana amici di Raoul Follereau, che da anni opera in India e che nello Stato dell’Orissa sostiene il sistema sanitario nella cura dei lebbrosi. L’organizzazione riferisce che “in molte aree le persone sono molto spaventate ed alcuni si sono rifugiati nella foresta per paura di altre violenze”. “Alcune case sono state bruciate – ha detto Janaki, un locale intervistato da Aifo - . La nostra gente è corsa nella foresta. Non sappiamo cosa sta succedendo. Non abbiamo niente da mangiare”. “Perché siamo stati colpiti dalle violenze? – si chiede Nayani, un altro abitante del luogo -. Non sappiamo niente e non c’è nessuno che ci aiuti, mentre le nostre cose sono state bruciate”.


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